La SIMC incontra Maderna

in collaborazione con

Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma

 
 

La SIMC (Società Italiana Musica Contemporanea) intende dedicare al centenario di Bruno Maderna diverse iniziative durante il 2020 e ha invitato i compositori, mediante una apposita Call for scores a scrivere appositamente per i progetti che verranno sviluppati.

Questo primo appuntamento pubblico nel nome di Maderna è dunque una anteprima che riprende l’iniziativa effettuata dal Conservatorio “A. Boito” di Parma nel novembre scorso per la rassegna Il Suono svelato, a cura di Leonardo De Marchi e Carla Rebora.

Ospite l’Ensemble Suono Condiviso del Conservatorio Boito di Parma (flauto, oboe, chitarra e pianoforte) coordinato da Leonardo Bartali. Assieme alle musiche di Bruno Maderna, saranno eseguiti altri brani di autori viventi variamente ispirati al compositore veneziano.

 

Pochi sono i compositori che hanno saputo influenzare il secondo Novecento italiano come Bruno Maderna (1920-1973). Unica era la sua personalità, generosa e perennemente affamata di stimoli culturali, così come unico era il suo talento di compositore e direttore, supportato da una conoscenza enciclopedica dello scibile musicale e da una coscienza particolarmente forte del proprio ruolo di musicista e intellettuale. 

Questo concerto intende far conoscere al pubblico alcuni dei brani più significativi della produzione di Maderna, appartenenti tutti all’arco temporale che va da Aulodia per Lothar (1965) a Solo (1973) e che costituisce probabilmente la più fervida e felice stagione creativa del musicista veneziano. Apprezzeremo il mondo in cui la creatività maderniana concilia l’ironica leggerezza di Serenata per un satellite (1969) e la gravità al contempo eterea e solenne di Aulodia per Lothar, Solo e Y despuès (1971).

Completano il programma alcuni brani di Azio Corghi, Carla Rebora, Andrea Talmelli e Javier Torres Maldonado. In essi rivivono numerosi aspetti e suggestioni che animano l’arte compositiva maderniana come un’ironia allo stesso tempo pungente ed elegante, la predilezione per gli strumenti a fiato e il ricorso alla categoria dell’aulodia, l’alea controllata. Tali elementi sono qui a testimoniare che, nonostante siano passati quasi cinquant’anni dalla sua scomparsa, la figura di Bruno Maderna è ancora in grado di far sentire la sua influenza e di risultare autenticamente contemporanea.