Bernardino Molinari

Roma, 11 aprile 1880 – 25 dicembre 1952

All’Accademia di Santa Cecilia di Roma, Molinari si appassionò e condivise lo studio con Stanislao Falchi e con Remigio Renzi (RR, 1858-1938, organista, compositore e maestro, al tempo allievo di Gaetano Capocci).

Nel 1912 venne nominato direttore artistico dell’Orchestra dell’Augusteo a Roma, successivamente rinominata Orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, carica che mantenne fino alla fine della seconda guerra mondiale. Poiché questa era allora, come ora, la posizione di leader di una orchestra sinfonica in Italia, suscitò l’invidia di molti rivali.

Dopo la liberazione di Roma del 4 giugno 1944, Molinari venne duramente contestato dal pubblico, in particolare in due concerti del 9 e del 12 luglio, per la sua adesione al regime fascista, tanto che dovette abbandonare l’Orchestra di Santa Cecilia. In seguito, a Roma poté solamente dirigere l’Orchestra del Teatro dell’Opera.

Molinari diresse, come direttore ospite, le orchestre più importanti in Europa ed in America, sempre come direttore di musica sinfonica. A differenza di molti direttori italiani, raramente diresse l’opera lirica.